Yesterday


21 Novembre
regia: Danny Boyle
Produzione: Regno Unito, Russia, Cina, 2019 – 116’

Yesterday è una commedia romantica inglese, dove la gente guida dall’altra parte e s’innamora.
Con le canzoni dei Beatles.
Diretta da Danny Boyle.
Serve dire altro?
Allora diciamo che se avete presente Lily James il film è come la sua faccia: tutta una carineria dall’inizio alla fine, e in questa carineria ci sta tutto quello che ci deve stare in un film, che in una stagione tendente al  cupo, con molte analisi e autoanalisi e doppi fondi a volte un po’ pretenziosi, ha come unica pretesa quella di regalare due ore di coccole per pochi euro.
Basta leggere la locandina per sapere che l’idea di base è che a causa di un evento spaziale, il mondo come lo conosciamo ha subito una mutazione importante: ha perso i Beatles. A parte i fratelli Gallagher, nessuno sembra aver subito danni da questa mancanza, e così appena Jack Malik si rende conto di essere l’unico a ricordarsi dei quattro di Liverpool, prende la palla al balzo per dare una bella impennata alla sua carriera di musicista sfortunato e incompreso.  
Il successo arriva prepotente, e Jack viene osannato come fosse il messia che avesse per primo inventato la ruota, o la birra dell’orso, col tappo che si svita, e dal trampolino che lo lancia altissimo vede la vita che aveva prima, con gli amici, gli affetti, le possibilità poche ma buone,  diventare sempre più piccolina fino quasi a sparire.
Nella sua parabola Jack è accompagnato dal cast di comprimari che come da prassi misurano la distanza tra quello che Jack crede di desiderare e quello che invece è importante davvero.
C’è l’amica del cuore da una vita (vedi sopra alla voce Lily James), c’è l’amico fuso e simpaticissimo, c’è il padre buono e inopportuno, e c’è la manager cinica e rampante, vero mito assoluto del film (il suo “In the name of Money!” è la battuta dell’anno).
Certo, detta così non sembra nulla di che, e per aggiungere difficoltà basti pensare che in tutto il film non c’è un cattivo che sia uno. Ma Danny Boyle una volta ha fatto un film di un’ora e mezza su di un tipo che rimane incastrato a una roccia per cinque giorni, perciò figurarsi che problemi può avere a portare avanti  una commedia deliziosa che va con un filo di gas grazie a tempi comici perfetti e a una regia infallibile, semplice e classica quanto si vuole ma senza una sbavatura, praticamente perfetta.
Soldi in banca, si diceva una volta, prima che le banche cominciassero a fallire.
E comunque alla fine resta il fatto che questo, quello nostro intendo, quello coi Beatles, è sempre il migliore dei mondi possibili.

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