La Donna Elettrica

5 Gennaio 2019
Regia: Benedikt Erlingsson
Produzione: Francia, Islanda, Ucraina, 2018 – 101’

In Islanda ci sono deserti verdi e cieli blu, poi c’è Halla che ha i capelli rossi gli occhi verdi e un maglione verde, che saluta il Sole e la Terra e fa Tai Chi col telegiornale.
Quando non dirige un piccolo coro di paese si impegna di nascosto a sabotare una fabbrica di alluminio che le multinazionali straniere, insensibili ai rischi per l’ambiente, vorrebbero espandere.
Halla è sulla cinquantina, convintamente single, e alcuni anni fa fece una richiesta di adozione che oggi riceve risposta dall’Ucraina, dove una piccola orfana aspetta di riavere una mamma.
La Donna Elettrica è una divertente commedia al femminile che parla di ambiente, manipolazione dei mass-media e maternità. E soprattutto di protezione, direi.
Il tambureggiare di alluvioni, carestie e guerre disperate che desertificano il pianeta chiama alla battaglia l’intrepida ribelle che prende di petto la sfida lanciata dai telegiornali apocalittici sullo sfondo dei maestosi ed essenziali panorami islandesi.
Nel suo sguardo deciso brucia la volontà di sfuggire alle lusinghe della troppa tecnologia e di opporsi all’avidità per salvare dal disastro quello che ritiene davvero più importante.
L’eroina di Erlingsson è una radicale disposta a tutto pur di cadere combattendo, e la sua furia serve al regista per riflettere sulla pericolosità di posizioni rese scivolose dall’allarmismo con cui i mass-media deformano temi fondamentali, dopandoli e pompandoli in funzione di necessità laterali.
La durezza della protagonista si sfuma provvidenzialmente nel cast di comprimari, che la accompagnano nella sua evoluzione mentre offrono spunti spiritosi in sintonia con lo spirito deliziosamente straniante del film, che tiene insieme humor nordico e sequenze al limite dell’action movie.
Tra colleghi paranoici, sfortunati Jovanotti in bicicletta, presunti zii e una sorella gemella ancora più fricchettona, si crea attorno a Halla una famiglia nella quale riconoscersi e cercare riparo. Perché intanto il Governo e le multinazionali non si risparmiano di certo per stanare la fastidiosa Donna Elettrica, pressando i media per farle terra bruciata e impegnando costosissimi equipaggiamenti tecnologici e mezzi militari esagerati che Halla affronta indifesa e da cui scappa rocambolescamente facendo risaltare chiaramente la sproporzione tra un modello di sviluppo prepotente e chi vi si oppone come può.
L’affacciarsi di una bimba ucraina spalanca la prospettiva della maternità e impone una pausa nella missione e un motivo di riflessione: pur riconoscendo su entrambi i fronti lo stesso significato profondissimo di protezione e cura, non sarà semplice trovare una strategia per proseguire la lotta senza rinunciare all’istinto. Difendere il ventre della sua terra e farsi ventre a sua volta, essere figlia e essere madre; il conflitto tra queste forze irresistibili è sottolineato da quello che è senza dubbio il tratto distintivo più forte e riuscito della pellicola: l‘utilizzo della colonna sonora che improvvisamente invade la scena e perseguita la protagonista, spingendola di volta in volta alla battaglia, o richiamandola ai suoi doveri di futura madre. L’animo combattivo dell’impegno ambientalista è accompagnato dal trio maschile, strumentale e dal look occidentale, mentre i lati femminili, in particolare quelli collegati agli sviluppi della pratica di adozione, sono commentati da un altro trio, femminile, solo vocale, non a caso ucraino. Elementi antitetici che inizialmente si escludono ma la cui presenza contemporanea nell’inquadratura sancisce il compimento del percorso della donna, finalmente pronta ad accettare entrambi i lati del suo carattere.
Una soluzione stravagante e geniale, in perfetta armonia con il particolare humor islandese che il regista usa per giocare con lo spettatore, tirandolo scemo e facendolo spesso inciampare nelle tante trappole che cancellano riferimenti e appoggi certi e spingono sempre a interrogarsi sul significato dietro la rappresentazione.
La Donna Elettrica si conferma un film davvero interessante e divertente, che giustifica l’attenzione che ha sollevato trattando temi attuali e nodosi con leggerezza e ironia, senza salire su nessun piedistallo e lasciando la piacevole sensazione di aver visto qualcosa di simpatico e intelligente.

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