Personal Shopper

il

personal shopper (2)

26 aprile 2017

Un film strano, strano ma con Kristen Stewart ignuda, perciò vale tutto.
Lei fa una tipa sempre scazzata che sembra che si vesta al buio ma che di lavoro fa la personal shopper di tale Kyira qualcosa. (Fate finta Kate Middleton incrociata a Marina Abramovic, una roba così). Per mestiere quindi si muove tra Parigi, Londra e Milano e fa la spesa di vestiti e gioielli per questa imprendibile celebrità che non ha mai tempo.
Il suo hobby peró è mettersi in contatto con gli spiriti. Perchè in questo film quando dici con qualcuno che i fantasmi esistono loro ti dicono “ah ah, ma daai?” e non chiamano l’ambulanza per un tso ma ti danno retta e, anzi, per comprare casa aspettano pure che te gli dici ok, la casa adesso è pulita, puoi rogitare.
Insomma la premessa fondamentale è che lo spiritismo sia qualcosa in più di una scia chimica, che sia un canale attraverso il quale mettersi in contatto con una realtà più profonda.
Buona parte del film si spende nel documentare attraverso meta-fiction questo concetto per rendere credibile il thriller che ne nasce. E, bisogna dire, il trucco funziona: sebbene per quasi tutto il tempo sia inquadrata solo la protagonista, che sembra sempre trascinarsi dietro la sua bellezza come fosse un peso, la situazione si fa presto intrigante quando la nostra comincia ad intrattenere una relazione con un’ambigua presenza. Ovviamente i contatti non possono più avvenire con candele o giochi di carte ma, oggi come oggi, basta un iphone per parlare con l’aldilà. Appena toglieranno il roaming poi…
Il film in certi momenti pare noioso, ma poi ingrana e si lascia guardare molto volentieri.
La parte del thriller/horror è divertente e funziona, tra l’altro senza neppure ricorrere ai soliti trucchetti di gente che urla in modo fastidioso.
C’è di fondo peró anche una metafora dell’iperconnessione permanente di questo tempo, in cui possiamo parlare con chiunque contemporaneamente, cercare qualsiasi tipo di informazione, illuderci di annullare ogni distanza, ma stringi stringi siam poi sempre da soli. Coi nostri bei fantasmi.

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