Orecchie

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orecchie

9 giugno 2017

Un tizio si sveglia in una casa che non è la sua, con un nome che non è il suo, e scopre che gli è anche morto un amico che non è il suo. Roba da far girare la testa. Anche perché dalla mattina ha un fischio nelle orecchie che non lo lascia in pace. Proprio uno di quei giorni che appena cominciano lo sai già che non te ne andrà bene una. Infatti gli tocca subito disimpegnarsi tra suore mattiniere e vecchie vicine di case, e quando decide di andare a farsi vedere si infila nella classica carambola di gag esilaranti scatenate da situazioni grottesche al limite dell’impossibile. Perché questo gioiellino di film girato con due soldi è un miracolo di comicità.
Si fa con quello che c’è: il look che prevale è un po’ quello delle vecchie pubblicità progresso, un bianco e nero molto diretto e poco pittorico ottenuto sfruttando le belle giornate di una Roma assolata, il più delle volte periferica ma romantica quando serve. Il nostro eroe attraversa la città e la giornata tra dottori sgarbati e preti cinici, sperduto in una folla di stramberie che lo fanno vacillare. Cosa ci fa lui in mezzo a ‘sti suonati? Possibile che nessuno si accorga che tutto stia andando a scatà-scatà-scatafascio? Lo accompagnano (o lo ostacolano?) tutto un cast di facce note: papaleo, la piera degli esposti, la vukotic e altri, che prestano il loro talento alla brillantezza di una commedia che azzecca ogni scelta, a cominciare da un protagonista che schiva le grane di una giornata storta restituendo con aria scazzata q.b. lo smarrimento di chi di questi tempi ci capisce sempre meno. Perché a conti fatti questa storia è un continuo confronto con la realtà, anche quando pare così assurda da stordirci. Così alla fine ogni cosa trova la sua spiegazione (anche ammiccando al dickens del canto di natale), piano piano il film arriva dove vuole arrivare e poco alla volta raggiunge un senso se vogliamo anche profondo, quasi poetico.
Una chicca.

p.s:
A questo punto quale migliore occasione per un commiato!
La pagina se ne va in vacanza, ci si vede a settembre o giù di lì. Nel frattempo fate una buona estate. cantate sudate e ridete.

 

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