Due sotto il burqa

il

due sotto il burqua

17 dicembre 2017

Quando ti dicono di andare a vedere una commedia dove un maschio si traveste da femmina per stare insieme alla fidanzata in barba al fratello geloso (che inevitabilmente si innamora della sconosciuta), subito pensi a qualcosa con renato pozzetto e ornella muti. Fortunatamente dietro a un’ossatura tanto semplice e taglieggiata, Sou Abadi – metà iraniana metà francese – costruisce un film leggero, pulito e soprattutto molto meno banale di quanto ci si potesse immaginare.
Armand e Leila sono due giovani scienziati politici parigini, sono giovani e carini e hanno appena guadagnato un ticket per uno stage all’ONU. La loro relazione è nascosta ai genitori di Armand, una coppia di rifugiati iraniani, scappati ai tempi della cacciata dello Scià, che dietro un radical-chic di facciata coltivano aspettative borghesi quasi reazionarie. La vera minaccia per i nostri innamorati viene però dal fratello di lei, Mahmoud, che dopo un assenza di un anno nello Yemen si presenta in città praticamente radicalizzato e deciso a rimettere la sorella (e il fratello minore) sulla retta via indicata dai precetti. Leila viene quindi rinchiusa in casa e per aggirare l’embargo, Armand si nasconde sotto un burqa fingendosi una sorella di fede tanto pia da accendere l’interesse appassionato di Mahmud, che attraverso la fede cercava soprattutto di trovare un senso a una vita alienante.
La combinazione delle tensioni – amorose e politiche – e dei diversi punti di vista, innesca una divertente serie di gag simpatiche e mai volgari, che accompagnano lo spettatore in un tour sugli aspetti più delicati della situazione nelle periferie parigine, in particolare dei ragazzi che più che viverle ne sembrano imprigionati. Dal perno della vicenda si mostra l’islamizzazione nelle banlieue più come una moda che come una vocazione. In tempi in cui ai giovani non sono lasciate prospettive né sul piano sociale né su quello esistenziale, la ricerca di una missione viene accolta come opportunità di fuga da una condizione che altrimenti li vedrebbe disperdersi nella massa, imbottigliati nell’eterno produci-consuma-crepa, senza però riuscire a produrre e senza avere i soldi per consumare. Emblematica è la figura di Fabrice/Farid, il musulmano bianco, che vent’anni fa sarebbe stato ritratto in nike e canotta di Jordan ma che oggi, alla soglia dei trent’anni abbraccia l’Islam senza nemmeno discernere tra sunniti e sciiti, in modo tanto convinto quanto confuso. Proprio attraverso le profonde e complicate contraddizioni dell’Islam, la regista evidenzia quanto certi atteggiamenti, mancando di forti motivazioni e di una certa cultura, si fermino alla superficie in attesa di essere rimpiazzati da nuovi motivi di identificazione e inclusione.
Si potrebbe obbiettare sulla scelta di far arrivare una “lezione” a questi nuovi musulmani da uno studente di scienze politiche francese, un giovane borghese dunque, che solo per amore approfondisce alcuni aspetti della storia e dei poeti dell’Islam e li riporta, cercando di scardinare una certa ottusità, ma evidentemente la regista ha preferito sposare con decisione il punto di vista della laicità e farla incarnare agli eredi della rivoluzione francese piuttosto che a un imam illuminato.
Dall’altra parte vengono rappresentati i genitori di questi ragazzi, che pur avendo vissuto sulla pelle momenti altrettanto drammatici, restano fermi a quegli anni e al loro ruolo di eterni studenti contestatori, insistendo in atteggiamenti folkloristici senza fare tesoro dell’esperienza e senza trasmetterla ai figli.
Tutti questi temi concorrono a irrobustire lo spessore del film ma sono inseriti tra le righe, visibili quasi solo in controluce, e non devono certo spaventare lo spettatore alla ricerca di una commedia piacevole che assolve con leggerezza al suo compito. Consigliato!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...