l’ultima missione

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l'ultima missione

01/05/2008

Marsiglia. Louis è un poliziotto tutto rotto che ne combina di tutti i colori. Se la passa male, un po’ perché vive un dramma familiare, un po’ perché sta seguendo un’indagine su un serial killer stracattivo. A causa delle sue intransigenze, il caso gli viene tolto, ma come da clichè, il poliziotto dal cuore d’oro non molla. Altra storia che si incrocia, è quella di Justine, giovane barista che da bimba assistette all’omicidio dei genitori da parte di un altro folle che oggi sta per essere scarcerato.

Il film è un Polar. Cos’è un Polar? Un poliziesco alla francese. Non lo sapevo fino all’altro giorno. Comunque spiega il genere. Crimini efferati e molta introspezione. Infatti si affoga nel dramma dei personaggi, a cominciare da un grandissimo Daniel Auteuil, poi via via tutti i comprimari. Forse però il limite della pellicola sta proprio in questo. Si perde quasi il filo dell’indagine e della narrazione perché ci si concentra molto sui tormenti di questo poliziotto e sull’ambiente disperato e violento in cui si muove. È anche vero che tutta questa violenza e questa disperazione sono funzionali all’atmosfera di suspense che il regista vuole creare. Alcuni momenti sono infatti molto coinvolgenti, tanto da ritrovarsi ad avere paura per le vite di questi sciagurati personaggi.

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