Louise Michel

LouiseMichel

Questa è la storia di due idioti.
Louise è una donna grande e forte come uno scimmione che lavora in una pulciosa fabbrica di sole donne nella provincia francese. Un bel giorno, grazie alla Crisi, questa fabbrichetta chiude, lasciando le dipendenti in mezzo a una strada, con in mano solo un camice nuovo e una miserevole buonuscita. Decise a fare fronte comune davanti alle avversità, da principio le signore pensano bene di investire l’intera somma nella realizzazione di un progetto in grado di farle ripartire, ma su consiglio di Louise, si decide di buon grado di assoldare un killer che uccida il capo cattivo che le ha licenziate. Dell’assunzione si incarica, manco a dirlo, l’imponente uoma. Fallendo nella ricerca tra le meschine amicizie del tempo del carcere, Louise s’imbatte in Michel, anch’egli perditempo supersize che millanta professionalità sopraffine nel campo della sicurezza e dello spionaggio. Questo cialtrone in realtà trascorre le giornate tra il campo di roulotte dove vive, e i lavoretti pidocchiosi che riesce a raccattare frugando nella pochezza che incornicia il bel cortile di questi disperati. Lo equipaggia di armi da fuoco, un vicino di baracca matto come un cavallo dedito alla dimostrazione di chissà quale complotto e che sfugge ai suoi non meglio identificati nemici tramite l’utilizzo accorto di ombrelli mimetici. Pronto a vendere sua madre per un euro, Michel accetta al volo la crudele offerta dell’enigmatica committente, ma, mancando del cuore, del fegato, e di altri organi, non se la sente di uccidere, e preferisce delegare la missione suicida alla cugina, malata terminale, da tempo agli sgoccioli.
Insomma, avrete capito, mettete insieme una donna-uomo analfabeta dalle tendenze omicide e un disadattato uomo-donna che cammina con le scarpe da tip-tap e spara all’Orsa Maggiore, e cominciate ad immaginare la serie infinita di situazioni assurde che questa storia contiene. State tranquilli, non ne vedrete la fine. Avete presente quei film che da ragazzini guardavate in videocassetta in un pomeriggio grigio e noioso? No, non i pornazzi, sto parlando di quei film di cui vi aveva detto un amico, perché l´aveva visto un suo amico, che gliel´aveva detto suo zio… Presente? Ecco! Questo è uno di quei film lì. Sgraziato, senza ritmo, spelacchiato, assurdo. Indimenticabile. Le idiozie si susseguono sostenute, l’assurdo sbeffeggia la realtà senza risparmiare nessun tema o tabù. La critica alla società si fa disperatamente grottesca. Ribelle sempre, invece di proporre soluzioni, presenta situazioni, che oggi sembrano assurde. Oggi…

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