Lasciami Entrare

lasciami entrare

Eli ed Oscar hanno dodici anni. Fanno amicizia perché sono vicini di casa, e perché sono due ragazzini problematici. A parte che abitano in Svezia, in mezzo alla neve, infatti Oscar c´ha sempre la goccia al naso, poi a lui a scuola butta veramente male. È la vittima preferita di un gruppetto di bulletti che gli fan sempre dei gran catturoni, dai quali lui, così tutto biondino e carino, non riesce a difendersi se non immaginando crudeli vendette da consumare col suo adorato coltello. Una personalità un po´ perversa, diciamo. Mica come Eli, che invece è una vampira. Ma una vampira vera! Costretta, come da regola, a nutrirsi di sangue caldo, è imprigionata dal suo castigo nel corpo e nel cuore di una bambina.
Dovrebbe aiutarla, in questo suo sostentamento, il maturo servo. Questi, chiaramente innamorato da tempo immemore dell´infausta fanciulla, tutto equipaggiato di taniche e imbuti, esce la sera per ammazzare qualche povero diavolo che sfami la sua bella.
Vien da chiedersi come questo sodalizio abbia potuto rinnovarsi negli anni, dato che lo sfortunato sicario riesce brillantemente a fallire entrambi i tentativi di prelievo che ci vengono mostrati. L´incapace soldato finisce così per trovarsi nelle pesti, ma, fedele alla sua signora e padrona, sacrifica la sua vita per non inguaiarla. Trovatasi sola, e nella necessità di provvedere da sé a “fare la spesa”, Eli stringe ancora di più il rapporto con Oscar, aiutandolo a districarsi dal morso dei teppistelli dispettosi. Ma la non-vita dei non-morti, si sa, comporta qualche rischio, e per i due eroi arriverà, infine, il momento di fare delle scelte.
Lasciami Entrare è un bellissima storia di vampiri. La premessa, molto importante, è che vi piaccia il genere. Se siete appassionati, questo film vi entusiasmerà. Perché ha in sé tutte le caratteristiche dei migliori classici. Le regole, la maledizione, il romanticismo, la sensualità. E questo nonostante scelga di non soffermarsi sul lato glamour della faccenda, anzi, trattandosi di ragazzini, la componente sensuale è solo accennata, delegata a continue allusioni, più o meno esplicite, che tratteggiano una sottile tensione erotica attorno alle figure androgine dei protagonisti e alle relazioni ambigue dei comprimari. Ma è sul versante orrorifico che la regia non risparmia colpi. Il respiro placido del paesaggio svedese è spezzato con precisione e violenza dal repertorio dell´iconografia classica. Movenze bestiali, vampiri in fiamme, morsi famelici e gattacci feroci ricordano puntualmente, senza scadere nello splatter, che qui non si parla solo di semplici ragazzini smarriti in un silenzio desolato.
Senza andare a scomodare il Dracula di Coppola o Intervista col Vampiro, siamo dalle parti dei vari The Addiction o Miriam si sveglia a mezzanotte. Quei film di vampiri che hanno fatto scuola, così affascinanti da far venir voglia di succhiare il sangue, e di essere maledetti per sempre.

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