In Guerra per Amore

il

in amore e in guerra

18 novembre 2016 ·

Con questo secondo capitolo della sua Storia Particolare della mafia (e quindi dell’Italia) Pif ci regala una piccola perla. Dopo il bignami, filtrato dalle proprie esperienze personali del primo film, questo nuovo sembra voler essere più un approfondimento, soffermandosi sui giorni fatali del patto col diavolo, quando nel pieno della seconda guerra mondiale ed in preparazione dello sbarco in Sicilia, gli alleati arrangiarono il terreno cercando la collaborazione di chi nell’isola era ancora in grado di affermare la propria volontà. La storia è nota, anche se a volte fa comodo dimenticarla: nell’ottica di garantirsi un accesso il più indolore possibile in Italia, l’OSS (progenitore delle varie CIA, MI6, Gladio e compagnia varia) cerca la collaborazione della mafia rurale per tramite del boss Lucky Luciano a quel tempo incarcerato negli USA. La trattativa va in porto e gli alleati attraversano in meno di quaranta giorni tutta l’isola scacciando i tedeschi per poi risalire la penisola. Un po’ per ricompensa e un po’ per garantirsi una stabilità politica e sociale che gli coprisse le spalle, gli americani piazzano i capi mandamento nei posti chiave di amministrazioni cittadine e istituzioni, legittimando un potere da secoli effettivo ma mai reso esplicito. Da lì a Portella della Ginestra passano pochi mesi. (E dalla strage di Portella della Ginestra comincia un po’ la Storia della Repubblica italiana).
Siccome la storia parte dall’America, Pif s’inventa questa specie di suo pseudo-antenato che per amore della sua bella (miriamleonesempresialodata) si arruola e si imbarca per la Sicilia in cerca del consenso dell’aspirante suocero. Seguono gag e battute divertenti che fanno sì che praticamente si rida per quasi tutto il film, sia per la faccia da schiaffi del protagonista che per le trovate un po’ “alla Benigni” che incorniciano la storia. Pif usa i pastelli, certo, ma non rinuncia mai alla verità, e riesce a raccontare tutto con una misura ed una grazia che strappano applausi.

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