La Ragazza Senza Nome

il

la ragazza senza nome (2)

28 ottobre 2016 ·

“Ausculta” dice lei.
Auscultare vuol dire ascoltare sentire e capire. Tutto insieme tutto in un’unica azione e attenzione.
I fratelli Dardenne – che per chi non lo sa sono due vecchi – dopo aver girato per anni film tipicamente da festival, con tempi lunghi e trame aderenti quasi più alla quotidianità che all’attualità, si buttano in questo racconto che come letto da più parti ” flirta con il thriller” (cit.)
Non spoilero niente se racconto l’antefatto: siamo in Belgio, a Liegi, e dopo una lunga giornata in ambulatorio la sostituta dottoressa in procinto di raccogliere gli stracci e chiudere ignora la chiamata fuori tempo massimo di un anonimo visitatore, il giorno dopo si scopre che il visitatore é una giovane donna ignota il cui cadavere viene rinvenuto poco distante. Sensi di colpa scatenati frustano la giovane dottoressa sulla schiena spingendola su per un percorso scivoloso e buio nel tentativo di restituire alla vittima almeno l’identità.
Questa quasi indagine diventa il pretesto per un tour guidato degli aspetti più brucianti della crisi: c’é il Belgio cuore e periferia delle istituzioni europee, c’é una sanità già bella e divisa tra serie A e serie B, ci sono gli internet point crocevia e frontiera di qualunque traffico e ci sono famiglie consumate dalle necessità e sventrate dagli istinti.
Auscultare dunque, sentire guardare e capire che l’intreccio é un pallido pretesto per prendere le misure con la società che abbiamo formato e che abitiamo.
Il film in sé non é facile, sicuramente lento e con pochi momenti di vero intrigo (anche se quei pochi funzionano bene). I Dardenne con la telecamera ti portano anche vicino vicino ai loro personaggi, ma c’é sempre come un vetro, uno schermo protettivo, una distanza tra lo spettatore ed il film, qualcosa che riflette quel senso di impotenza che si prova quando ci fermiamo a guardare il vuoto attorno a noi e che ce lo rovescia dentro ribaltato.
Non mi é sembrato un film imperdibile ma non sono neanche due ore buttate via.
C’é anche chi è andato a vedere Inferno, per dire.

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