
regia: Olivia Wilde
produzione: USA, 2026 – 107’
visto: Jolly
Tra Chi ha paura di Virginia Woolf e Carnage, Olivia Wilde dirige una godibilissima commedia da camera dall’impianto classico: quattro attori, due coppie, un appartamento, diverse combinazioni.
Il film è il remake di un titolo spagnolo del 2020, Sentimental, di cui esiste anche un adattamento italiano (I vicini di casa, 2022), a sua volta sviluppato da una pièce, sempre spagnola, ma che con alcune piccole variazioni si presta molto bene alle tematiche care alla Wilde regista. La prima mezz’ora è pressoché identica: Joe (Seth Rogen) rincasa nell’appartamento di San Francisco dove lo aspetta la moglie Angela (Olivia Wilde) tutta presa dai preparativi per la cena. All’insaputa del marito ha infatti invitato i nuovi vicini del piano di sopra, una coppia pari età che con i loro rumori notturni sono diventati l’ossessione dei due.
Già questa prima mancata comunicazione dà il pretesto per la prima bisticciata, mostrando un rapporto non logoro, ma spesso messo alla prova da certe incomprensioni quotidiane.
All’arrivo dei vicini, mentre Joe trattiene a stento l’incomodo, Angela fa di tutto per fare bella figura, ma ogni suo passo sembra portare al disastro. I suoi preparativi fanno fiasco, e l’atteggiamento senza fingimenti degli ospiti non fa che provocare Joe sempre di più.
Hawk (Edward Norton) e Pina (Penelope mimangiognivoltalascena Cruz) sono infatti più che aperti, quasi sfacciati nel rifiutare convenevol e formalismi, cosa che fa aumentare sempre di più il disagio di Joe, mentre stuzzica la fantasia di Angela.
Fino a qua bene o male, Wilde e i suoi sceneggiatori, Will McCormack e Rashida Jones, ricalcano il modello, e anche il resto del film, per sommi capi non si discosta. Quello che cambia sono alcune coloriture che aggiustano i dialoghi, rendendoli più briosi, aggiungendo alcune gag saporite e assegnando ai due ospiti un retroterra che li avvicina al peso dei protagonisti rispetto all’originale, dove magari erano più che altro funzionali allo sviluppo del rapporto tra Joe e Angela.
Salta fuori che i rumori notturni provenienti dall’appartamento di Pina e Hawk, sono il prodotto di incontri in cui praticano sesso di gruppo con amici e conoscenti. Nella versione spagnola questo risvolto funziona da catalizzatore per l’evolversi della relazione tra i padroni di casa, ma, pur accendendone inizialmente l’interesse e l’immaginazione, tutto si risolve abbastanza in fretta, lasciando poi esplodere il finale.
Nella versione di Olivia Wilde invece, l’argomento prende decisamente più spazio, diventando di fatto il centro del film. Joe e Angela sciolgono le loro diffidenze verso Hawk e Pina, l’atmosfera si fa all’improvviso molto più amichevole, e tutti insieme approfondiscono piuttosto accuratamente l’argomento.
La trattazione di questi incontri sessuali viene discussa a lungo nel film, con descrizioni e divagazioni che vedono tutti e quattro i personaggi molto coinvolti. Di sesso si parla tanto quindi, e ai due ospitanti brillano gli occhi mentre chiedono e ascoltano le risposte, manifestando il desiderio di colmare una mancanza che evidentemente si trascinano da un pezzo.
La versione di Wilde dà anche molta più importanza e spessore al disagio del personaggio di Seth Rogen, perfetto nella parte del meno attraente e fascinoso dei quattro. Joe infatti si sente continuamente in discussione e giudicato, per via della passività con cui attraversa questa fase della sua vita, e questo complesso di inferiorità giustifica l’aggressività e il sarcasmo con cui si relaziona alla moglie e ai vicini.
Angela invece conserva una gioia di vivere che non si rassegna per niente a soffocare, ma che fatica a sfogare, limitata com’è dalla vita domestica e coniugale.
La conclusione, almeno quella, non la sveliamo, ma anche in questo caso la regista propone la sua chiave di lettura.
Come tutti i remake ben fatti, con The Invite Olivia Wilde prende un’opera finita ma la riadatta per la sua sensibilità, accentuando il discorso sui piaceri di un sesso più libero e spontaneo, ma allo stesso tempo mettendolo anche in discussione come unica strada per trovare felicità nella coppia. Hawk e Pina non sono una coppia perfetta, e senza una vera complicità e il desiderio di capirsi, qualsiasi scorciatoia o strategia può naufragare in modo tragico, o anche ridicolo.